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	<description>Andare è solo l&#039;inizio</description>
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		<title>L’Africa del nucleare si incontra in Congo Rdc</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Feb 2012 15:09:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Da ieri a Kinshasa, la capitale della Repubblica democratica del Congo (Rdc), è in corso la riunione regionale sulla sicurezza, l&#8217;utilizzo e la modifica dei reattori nucleari di ricerca in Africa. Il summit, che si concluderà il 2 marzo, si svolge nel quadro del progetto di accordo regionale di cooperazione per l&#8217;Africa sullo sviluppo, la ricerca [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.twende.it/wp-content/uploads/2012/02/nucleare.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2833" title="nucleare" src="http://www.twende.it/wp-content/uploads/2012/02/nucleare-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" /></a>Da ieri a Kinshasa, la capitale della Repubblica democratica del Congo (Rdc), è in corso la riunione regionale sulla sicurezza, l&#8217;utilizzo e la modifica dei reattori nucleari di ricerca in Africa. Il summit, che si concluderà il 2 marzo, si svolge nel quadro del progetto di accordo regionale di cooperazione per l&#8217;Africa sullo sviluppo, la ricerca e la formazione nei settori della scienza e della tecnologia nucleare (Afra Raf 4022) e che ha visto la significativa presenza dell&#8217;ambasciatore dell&#8217;Unione europea nella Rdc e di rappresentanti dell&#8217;International atomic energy agency (Iaea). Secondo il giornale della Rdc  Le Potentiel, «L&#8217;incontro intende portare suggerimenti e raccomandazioni per attenuare le conseguenze radiologiche di eventuali incidenti nucleari».</p>
<p>Introducendo il meeting il commissario generale per l&#8217;energia atomica della Rdc, Vincent Lukanda Mwamba, ha spiegato gli obiettivi delle due riunioni nelle quali si articola l&#8217;iniziativa: «La prima vuole essere un forum di discussioni, di scambi di informazioni e di condivisione delle conoscenze e di esperienze sulla gestione dei reattori di ricerca, soprattutto per quel che riguarda i diversi aspetti legati al funzionamento, all&#8217;utilizzo ed alla modifica delle installazioni. Il secondo incontro vorrebbe incoraggiare lo scambio e la cooperazione regionale delle conoscenze dei comitati di sicurezza dei reattori di ricerca in Africa».</p>
<p>Secondo Vincent Lukanda Mwamba la scelta della Rdc per ospitare questo summit nucleare africano «E&#8217; dovuta al fatto che il Paese dispone di un programma nucleare che data al secolo scorso. E&#8217; nel 1959 che il primo reattore nucleare del continente è stato avviato nel nostro Paese. Questa realizzazione è stata seguita,  23 anni dopo, dalla messa in servizio di un secondo  reattore di una Potenza di 1 MW. Circa dalla fine degli anni &#8217;90, diverse esperienze nel settore della chimica, della fisica, della biologia, dell&#8217;agricoltura e della medicina sono state condotte da scienziati di tutti i continenti».</p>
<p>Peccato che il commissario del nucleare della Rdc non abbia ricordato i traffici di scorie nucleari Usa rivelati da Wikileaks che avevano al centro proprio i reattori nucleari congolesi e che portarono alla luce il pessimo e pericoloso stato di abbandono degli impianti, con studenti dell&#8217;università e persone comuni che attraversavano aree con materiale radioattivo, facilmente trafugabile, a causa di una sorveglianza praticamente nulla ed al degrado delle strutture.</p>
<p>Invece Lukanda Mwamba si è complimentato che 40 anni dopo l&#8217;avvio del famigerato reattore Training, research, isotopes, general atomics Triga MK II «Non sia stato denunciato alcun incidente serio, tale da essere ripreso sulla scala internazionale di gravità degli incidenti nucleari. Questo può essere un indicatore della capacità con la quale l&#8217;expertise nazionale ha svolto il suo compito in questo settore». Sembra davvero incredibile in un Paese che vive ancora i sanguinosi strascichi di una conflitto decennale per le risorse (uranio compreso) che è stato chiamato la &#8220;Terza guerra mondiale africana&#8221;, uno dei Paesi più corrotti ed instabili del mondo e che ha visto la guerriglia elettorale per le strade di Kinshasa solo poche settimane fa.</p>
<p>Ma il professor Vincent Lukanda Mwamba ha preferito soffermarsi sugli obiettivi i sicurezza del nucleare che fino ad ora nella Rdc sembrano essere stati solo propaganda: «La sicurezza nucleare ha per obiettivo la protezione degli individui, della società e dell&#8217;ambiente. Per arrivarci, devono essere istituiti e mantenuti dei sistemi di protezione efficaci, Per essere plausibile, la sicurezza è stata tradotta in termini di obiettivi di protezione radiologica e tecnica. In effetti, le misure tecniche, unite a procedure amministrative ben documentate, possono assicurare la difesa contro i rischi dovuti alle radiazioni ionizzanti, mantenere le esposizioni al di sotto dei limiti regolamentari e prevenire gli incidenti nelle installazioni nucleari ed attenuare le conseguenze radiologiche degli incidenti. Per questo, l&#8217;organismo gestore che è in primo luogo responsabile della sicurezza delle installazioni, a dunque come compito di vigilare che ogni esposizione sia mantenuta sotto stretto il controllo amministrativo e tecnico, ma anche che la sicurezza e la compatibilità delle materie nucleari sia assicurata in ogni momento». Peccato che sia esattamente quel che non è stato fatto in Rdc secondo i dispacci dell&#8217;ambasciata Usa a Kinshasa intercettati da Wikileaks.</p>
<p>Il vetusto e pericoloso reattore di ricerca  Triga MK II della Lovanium. University di  Kinshasa è fermo dal novembre 2004, dopo che una missione di controllo trovò una situazione molto pericolosa e fece delle raccomandazioni alla Rdc che però nel 2009 ha deciso di ripristinare Triga MK II per continuare il suo programma nucleare.</p>
<p>Il commissario nucleare Lukanda  ha detto che il reattore del Centre régional d&#8217;études nucléaires de Kinshasa (Cren-K), minacciato dall&#8217;erosione del suolo che mette in pericolo l&#8217;università di Kinshasa «E&#8217; ormai fuori pericolo. E&#8217; un pensiero che ci ha preoccupato per un momento. Abbiamo fatto di tutto per spiegare al governo la gravità del pericolo che minacciava il centro nucleare. Il governo ha finanziato  la costruzione di un collettore per proteggerlo. Il governo sta per agire anche per modernizzare il centro con finanziamenti per la costruzione di una recinzione adatta. Questo soprattutto anche per proteggere la popolazione dal pericolo».</p>
<p>Il Crenk-K è in funzione dal 1969 ed è stato fornito alla Rdc dalla General Electric, Già allora un summit dell&#8217;Unione africana decise di trasformare il Trico nel Centre régional d&#8217;études nucléaires de Kinshasa per i ricercatori africani «Però questa raccomandazione dei Capi di Stato africani non fu applicata perché il Cren-K è ancora ad oggi gestito solo da scienziati congolesi» ha concluso Lukanda.</p>
<p>Se il summit di Kinshasa voleva tranquillizzare qualcuno, con queste premesse probabilmente non ci riuscirà.</p>
<p>[<a href="http://www.greenreport.it/_new/index.php?page=default&amp;id=14762" target="_blank">FONTE</a>]</p>
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		<title>PETROLIO, ALLA FRANCESE TOTAL I DIRITTI D’ESPLORAZIONE DEL LAGO ALBERT</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 15:30:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il gigante petrolifero franceseTotal ha appena ricevuto i diritti per dare il via a lavori di esplorazione petrolifera nel Lago Albert, il bacino d’acqua dolce che costituisce parte del confine naturale tra il nord-est della Repubblica democratica del Congo e l’Uganda: lo ha detto ieri il ministro degli idrocarburi congolese, Célestin Mbuyu, citato dall’emittente radiofonica della missione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.twende.it/wp-content/uploads/2010/04/total_logo.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2339" title="total_logo" src="http://www.twende.it/wp-content/uploads/2010/04/total_logo-272x300.jpg" alt="" width="272" height="300" /></a>Il gigante petrolifero francese<a title="Post taggati con total" href="http://www.atlasweb.it/tag/total" rel="tag">Total</a> ha appena ricevuto i diritti per dare il via a lavori di esplorazione petrolifera nel <a title="Post taggati con lago albert" href="http://www.atlasweb.it/tag/lago-albert" rel="tag">Lago Albert</a>, il bacino d’acqua dolce che costituisce parte del confine naturale tra il nord-est della Repubblica democratica del Congo e l’Uganda: lo ha detto ieri il ministro degli idrocarburi congolese, Célestin Mbuyu, citato dall’emittente radiofonica della missione Onu nel paese, Radio Okapi.</p>
<p>Mbuyu ha fatto l’annuncio durante una visita ufficiale a Bunia, capoluogo della regione dell’<a title="Post taggati con ituri" href="http://www.atlasweb.it/tag/ituri" rel="tag">Ituri</a> che affaccia sul Lago Albert, avvenuta lunedì .</p>
<p>Solo il mese scorso sempre il gruppo Total aveva ottenuto il diritto di sfruttare il<a title="Post taggati con greggio" href="http://www.atlasweb.it/tag/greggio" rel="tag">greggio</a> nel Graben Albertine, sempre in Ituri.</p>
<p>Dopo aver ricordato la “potenza finanziaria e tecnica della Total”, il ministro ha precisato che il gruppo francese sfrutterà il <a title="Post taggati con petrolio" href="http://www.atlasweb.it/tag/petrolio" rel="tag">petrolio</a> del “blocco3”.</p>
<p>Ieri  Célestin Mbuyu si recato proprio sulle sponde del Lago Albert  per assistere ai lavori di ricerca sismica dell’azienda Oil of Drc che, da due anni, detiene i diritti di sfruttamento del greggio nei blocchi 1 e 2 del bacino d’acqua dolce.</p>
<p>Anche l’Uganda ha iniziato lo sfruttamento dei vasti giacimenti di greggio che si ritiene si trovino sotto le acque del Lago Albert e del vicino Lago Edward.</p>
<p>[<a href="http://www.atlasweb.it/2012/01/25/r-d-congo-petrolio-alla-francese-total-i-diritti-d%E2%80%99esplorazione-del-lago-albert-579.html" target="_blank">FONTE</a>]</p>
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		<title>In Congo si mette male</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Dec 2011 15:24:47 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Secondo l’annuncio della Commissione elettorale della Repubblica Democratica del Congo (RDC), il presidente uscente Joseph Kabila ha vinto le elezioni presidenziali con il 49 per cento dei voti contro il 32 del suo principale rivale, il 79enne Etienne Tshisekedi. In seguito all’annuncio, decine di migliaia di sostenitori di Kabila sono scesi in strada a festeggiare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.twende.it/wp-content/uploads/2012/02/congo.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2840" title="congo" src="http://www.twende.it/wp-content/uploads/2012/02/congo-300x147.jpg" alt="" width="300" height="147" /></a>Secondo l’annuncio della Commissione elettorale della Repubblica Democratica del Congo (RDC), il presidente uscente Joseph Kabila ha vinto le elezioni presidenziali con il 49 per cento dei voti contro il 32 del suo principale rivale, il 79enne Etienne Tshisekedi. In seguito all’annuncio, decine di migliaia di sostenitori di Kabila sono scesi in strada a festeggiare soprattutto nell’est del paese, dove il presidente ha molto seguito. Contemporaneamente, però, nella capitale Kinshasa, da sempre uno dei centri principali dell’opposizione, e in altre città dell’ovest del paese è aumentata la tensione: gli oppositori di Kabila, che accusano il governo di brogli, hanno <a href="http://www.aljazeera.com/news/africa/2011/12/2011121052731667801.html">cominciato a bruciare</a> pneumatici e in città si sono sentiti diversi spari.</p>
<p>Per ora non ci sarebbero morti tra i manifestanti, ma la polizia in tenuta antisommossa sta pattugliando costantemente la città, e si parla di almeno 20mila soldati pronti a intervenire se necessario. L’obiettivo è evitare che si possa ripetere quanto avvenne dopo le elezioni del 2006, quando si verificarono violenti disordini durati molte settimane. Le autorità temono che si possa verificare un nuovo conflitto civile simile a quello <a href="http://www.ilpost.it/2011/03/30/la-guerra-civile-in-costa-davorio/">avvenuto</a> in Costa d’Avorio dopo le elezioni del novembre 2010, dove per oltre quattro mesi si sono scontrate le fazioni di Alassane Ouattara e del presidente uscente Laurent Gbagbo. Per ora, <a href="http://www.ilpost.it/2011/11/27/le-elezioni-in-repubblica-democratica-congo/">la violenza</a>legata alle elezioni 2011 in RDC ha già fatto 18 morti, secondo l’organizzazione non governativa Human Rights Watch.</p>
<p>Per questi motivi, anche Tshisekedi, che aveva subito parlato di brogli dichiarandosi neopresidente della RDC con il «54 per cento dei voti», ha esortato i suoi sostenitori a mantenere la calma. Un obiettivo che non sarà facile da raggiungere. Dopo la lunga attesa per i risultati ufficiali, arrivati solo due settimane dopo le elezioni dello scorso 28 novembre per «problemi logistici», la possibilità che ci siano stati dei brogli è molto alta. Nonostante un’affluenza nazionale del 58 per cento, in molti seggi della provincia del Katanga (dove Kabila ha molto consenso) avrebbe votato addirittura il cento per cento della popolazione locale, eventualità decisamente improbabile. Inoltre, <a href="http://www.ilpost.it/www.ceni.gouv.cd">secondo il sito</a> della Commissione elettorale, devono essere contati ancora i voti di 2mila seggi di Kinshasa, dove sono in gioco ben 700mila preferenze che però per la Commissione sono ininfluenti. Gli osservatori internazionali confermano i brogli, ma allo stesso tempo sostengono che le irregolarità non hanno influito in maniera decisiva sul risultato finale.</p>
<p>Tshisekedi potrebbe fare ricorso, ma ieri ha scartato questa eventualità per non far salire ulteriormente la tensione nel paese. Tra l’altro, se i risultati della Commissione Elettorale fossero corretti, Kabila verrebbe confermato presidente grazie a una <a href="http://www.ilpost.it/2011/11/27/le-elezioni-in-repubblica-democratica-congo/">recente modifica costituzionale</a> molto contestata, secondo la quale il candidato che ottiene il maggior numero di preferenze viene dichiarato presidente al primo turno anche se non raggiunge la maggioranza assoluta del 50 per cento dei voti, eliminando così il ballottaggio. La Corte Suprema della Repubblica Democratica del Congo nominerà ufficialmente il vincitore delle elezioni presidenziali il prossimo 17 dicembre.</p>
<p>La Repubblica Democratica del Congo (ex Congo belga e Zaire) è uno dei paesi più ricchi al mondo di giacimenti di oro e diamanti, ma ancora oggi deve fare i conti con scontri etnici soprattutto nell’est del Paese, infrastrutture a pezzi e povertà diffusa, in gran parte conseguenze del dominio coloniale e poi dittatoriale. Il 28 novembre scorso si sono tenute le elezioni presidenziali e legislative per la seconda volta<a href="http://www.ilpost.it/2010/06/29/congo-guerra-storia-razzie-zaire/">dopo la guerra civile</a> (1998-2003) e la cacciata dell’ex leader Mobutu Sese Seko. L’attuale presidente Joseph Kabila, 40 anni, sposato con una figlia, è succeduto a suo padre Laurent-Désiré Kabila, assassinato nel 2001.</p>
<p>[<a href="http://www.ilpost.it/2011/12/10/elezioni-contestate-congo/" target="_blank">FONTE</a>]</p>
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		<title>Congo, Kabila rieletto. Ma il suo concorrente contesta i risultati</title>
		<link>http://www.twende.it/2011/congo-kabila-rieletto-ma-il-suo-concorrente-contesta-i-risultati/</link>
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		<pubDate>Fri, 09 Dec 2011 15:22:29 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Joseph Kabila è stato confermato presidente della Repubblica Democratica del Congo, dopo le elezioni della scorsa settimana, ma il suo rivale non riconosce i risultati e si autoproclama a sua volta capo dello stato. Secondo la commissione elettorale, Kabila avrebbe ottenuto il 49 per cento delle preferenze, contro il 32 per cento del suo rivale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.twende.it/wp-content/uploads/2010/01/joseph_kabila_bis.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2159" title="joseph_kabila_bis" src="http://www.twende.it/wp-content/uploads/2010/01/joseph_kabila_bis-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Joseph Kabila è stato confermato presidente della Repubblica Democratica del Congo, dopo le elezioni della scorsa settimana, ma il suo rivale non riconosce i risultati e si autoproclama a sua volta capo dello stato.</p>
<p>Secondo la commissione elettorale, Kabila avrebbe ottenuto il 49 per cento delle preferenze, contro il 32 per cento del suo rivale Etienne Tshisekedi.</p>
<p>Tuttavia, Tshisekedi rigetta in blocco le cifre fornite dalla commissione elettorale, denuncia brogli e irregolarità in tutto il paese, e si autoproclama vincitore delle elezioni.</p>
<p>I suoi sostenitori sono scesi per le strade, e si teme possano scoppiare disordini. Nella periferia della capitale Kinshasa sono stati uditi colpi di arma da fuoco, e gruppi di giovani hanno lanciato pietre contro la polizia.</p>
<p>Delusione e rabbia tra i sostenitori di Tshisekedi.</p>
<p>“Non considero questa una vittoria. Il giorno delle elezioni abbiamo visto che la maggioranza del popolo ha votato per Tshisekedi. Per questo sono rimasto molto deluso, quando ho sentito i risultati. Siamo davvero delusi”.</p>
<p>Tutto il processo elettorale si è svolto in un clima di grande tensione e violenza. Almeno diciotto persone sono rimaste uccise in scontri tra fazioni opposte.</p>
<p>[<a href="http://it.euronews.net/2011/12/09/congo-kabila-rieletto-ma-il-suo-concorrente-contesta-i-risultati/" target="_blank">FONTE</a>]</p>
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		<title>Elezioni in Congo, tra un deputato assassinato, rumors striscianti e denunce di frodi</title>
		<link>http://www.twende.it/2011/elezioni-in-congo-tra-un-deputato-assassinato-rumors-striscianti-e-denunce-di-frodi/</link>
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		<pubDate>Thu, 24 Nov 2011 12:33:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il giorno fatidico si avvicina. Difficile leggere i tanti segnali qui nella capitale della Repubblica Democratica del Congo che si appresta a eleggere il nuovo Presidente e i 500 membri dell’Assemblea Nazionale. Difficile orientarsi e verificare i millerumors che strisciano per le strade. Proviamo a mettere le cose in fila: - Primo: la Commissione elettorale indipendente (sulla cui indipendenza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.twende.it/wp-content/uploads/2011/11/campagna-elettorale-congo.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2827" title="campagna-elettorale-congo" src="http://www.twende.it/wp-content/uploads/2011/11/campagna-elettorale-congo-300x179.jpg" alt="" width="300" height="179" /></a>Il giorno fatidico si avvicina. Difficile leggere i tanti segnali qui nella capitale della Repubblica Democratica del Congo che si appresta a eleggere <strong>il nuovo Presidente e i 500 membri dell’Assemblea Nazionale</strong>. Difficile orientarsi e verificare i<strong> mille<em>rumors</em> che strisciano</strong> per le strade.</p>
<p>Proviamo a mettere le cose in fila:</p>
<p>- Primo: la Commissione elettorale indipendente (sulla cui indipendenza in molti avanzano dubbi, essendo guidata da un uomo vicino a Kabila) <strong>garantisce che si vota lunedì prossimo</strong>. Anche fonti Onu, che ha la sua missione Monusco sul campo, impegnata a distribuire il materiale elettorale in tempo, fa di tutto perché si rispetti la data. Fonti indipendenti anonime ma fidate suggeriscono però che un ritardo è possibile: come reagirebbe la popolazione?</p>
<p>- Secondo: due giorni fa è stato <strong>assassinato il deputato Gangale</strong> del partito di Jean Pierre Bemba. Freddato da colpi di pistola mentre era in auto con la moglie, esplosi da due uomini armati di pistola.</p>
<p>- Terzo, l’Upds il partito di Thisekedi, il principale oppositore di Kabila, denuncia una campagna mediatica scorretta da parte della tv di stato e dei giornali legati a Kabila e soprattutto massicce frodi: in particolare <strong>siti elettorali finti o inesistenti</strong> o spostati di centinaia di chilometri. Gli osservatori elettorali sono al lavoro per cercare conferme e verifiche.</p>
<p>- Infine, ieri durante una conferenza stampa dell’Upds, il segretario del partito Shabani ha chiaramente detto che in caso di frodi o irregolarità,<strong> il popolo congolese “si prenderà carico” della situazione</strong>. Alla richiesta di essere più preciso, il politico ha puntualizzato che i “combattents” dell’UPDS agiranno “con piena responsabilità”.</p>
<p>Queste le dichiarazioni ufficiali: alcuni giovani sostenitori del partito però sostengono di essere pronti a tutto. “Siamo in ostaggio di Kabila” ripetono, vogliamo libertà e vera democrazia.</p>
<p>—</p>
<p><em><a href="http://www.giampaolomusumeci.com/" target="_blank"><strong>Giampaolo Musumeci</strong></a> fotografo, giornalista e videoreporter si occupa di guerre e questioni africane. Collabora con giornali, radio e tv italiane e internazionali, tra cui SkyTg24, Radio Svizzera Italiana. Su Radio24 conduce il programma di attualità internazionale “Nessun luogo è lontano”</em></p>
<p>[<a href="http://blog.panorama.it/mondo/2011/11/24/elezioni-in-congo-tra-un-deputato-assassinato-rumors-striscianti-e-denunce-di-frodi/" target="_blank">FONTE</a>]</p>
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		<title>REP. DEM.CONGO, ARRIVATI OSSERVATORI UE PER LE ELEZIONI</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Nov 2011 18:16:52 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Gli osservatori Ue per le elezioni presidenziali e legislative che si terranno il 28 novembre nella Repubblica democratica del Congo sono gia&#8217; sul campo e la responsabile della missione, Mariya Nedelcheva, spiega l&#8217;impegno degli osservatori in un&#8217;intervista a Radio Okapi, emittente sostenuta dall&#8217;Onu. &#8220;La missione dell&#8217;Ue &#8211; ha detto Nedelcheva &#8211; dovra&#8217; svolgere un lavoro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.twende.it/wp-content/uploads/2011/05/aereo.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2750" title="aereo" src="http://www.twende.it/wp-content/uploads/2011/05/aereo-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Gli osservatori Ue per le elezioni presidenziali e legislative che si terranno il 28 novembre nella Repubblica democratica del Congo sono gia&#8217; sul campo e la responsabile della missione, Mariya Nedelcheva, spiega l&#8217;impegno degli osservatori in un&#8217;intervista a Radio Okapi, emittente sostenuta dall&#8217;Onu. &#8220;La missione dell&#8217;Ue &#8211; ha detto Nedelcheva &#8211; dovra&#8217; svolgere un lavoro da titani, visto il numero ridotto di osservatori messi sul terreno. La &#8216;lacuna&#8217; sara&#8217; comunque compensata dalla loro grande esperienza: sono tutte persone che hanno gia&#8217; svolto questo tipo di lavoro&#8221;. La Comunita&#8217; di sviluppo dell&#8217;Africa australe (Sadc) ha promesso di inviare 250 osservatori elettorali che si uniranno a quelli della Ue.</p>
<p>[<a href="http://www.agi.it/dossier-speciali/afro--notizie-dallafrica/elenco-notizie/201111231627-spe-rt10204-rep_dem_congo_arrivati_osservatori_ue_per_le_elezioni">FONTE</a>]</p>
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		<title>GOLDFINGER SI MANGIA IL CONGO</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Nov 2011 15:14:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Se Dio se ne strafotte dell’Avvoltoio, di cosa fa per vivere e cosa ha fatto in Africa, perché dovrei farlo io? Questo pensiero m’impressiona mentre me ne sto qui seduto, col caffè che diventa freddo nella mia vecchia Toyota, mentre provo a sembrare invisibile, impalato davanti al 300 di Dekalb Avenue. È appena passata l’alba [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.twende.it/wp-content/uploads/2010/01/risorse.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2058" title="risorse" src="http://www.twende.it/wp-content/uploads/2010/01/risorse-300x175.jpg" alt="" width="300" height="175" /></a>Se Dio se ne strafotte dell’Avvoltoio, di cosa fa per vivere e cosa ha fatto in Africa, perché dovrei farlo io?</p>
<p>Questo pensiero m’impressiona mentre me ne sto qui seduto, col caffè che diventa freddo nella mia vecchia Toyota, mentre provo a sembrare invisibile, impalato davanti al 300 di Dekalb Avenue. È appena passata l’alba qui a Brooklyn, e spero che Peter Grossman, una star di Wall Street, esca dalla sua casa signorile in arenaria per fare un po’ di corsa o per un caffettino. Così lo posso attaccare. È sempre attento che io non lo pedini, perché ho già fregato il suo compagno, Goldfinger, l’uomo che sta rendendo Grossman incredibilmente ricco.</p>
<p>Le ricchezze di Grossman &#8211; circa dieci milioni di dollari per la sua azienda, Management FG &#8211; vengono dal Congo. Io ero in Congo, due giorni prima dell’appostamento di oggi, in un centro di emergenza per il trattamento del colera nella capitale (Kinshasa).</p>
<p>Oltre a tanti casi di colera, il Congo è pieno di cobalto. Grossman, grazie a una fetente lacuna della legge britannica, ha potuto imboscare un pagamento di ottanta milioni di dollari al governo africano per un carico di cobalto proveniente da una miniera del governo.</p>
<p>Grossman è un “avvoltoio”; ecco il nome che dà Wall Street – con il sorriso fra i denti – a quelli che in qualche modo possono mettere le mani su debiti vecchi e dimenticati di nazioni disperatamente povere – Congo, Zambia, Perù e Liberia sono i casi che ho investigato io stesso – che loro acquistano per pochi centesimi a fronte del loro valore nominale.</p>
<p>Quando – di solito dopo un concerto di Bono – le nazioni occidentali si dimenticano dei debiti dovuti da questi poveri paesi, lo stato che riceve gli aiuti diventa pronto, e con soldi sufficienti, per un attacco dall’Avvoltoio che pretende con rudezza tutto quello che gli è dovuto per il debito, che all’improvviso brandisce in modo minaccioso.</p>
<p>Nel caso di Grossman, la sua FG ha pagato circa tre milioni di dollari per un debito che lo Zaire (ora Congo) doveva alla Jugoslavia (ora Bosnia). Un tribunale sulla piccola isola di Jersey – un paradiso fiscale nel canale della Manica – ha ordinato al Congo di consegnare gli ottanta milioni di dollari che lo stato africano conserva in un conto bancario, un pagamento per una vendita di cobalto. Inoltre, il Congo deve pagare altri venti milioni di dollari a Grossman, se gli africani riescono a trovarli.</p>
<p>Se tutto questo vi sembra bizzarro e folle, avete ragione. Il Regno Unito e altre nazioni impediscono le riscossioni da parte degli avvoltoi a scapito dei paesi poveri, dato che le tesorerie dei governi occidentali hanno acconsentito a rinunciare alle loro pretese. Tuttavia, l’Avvoltoio Grossman è stato libero di avvinghiarsi sul Congo a Jersey, una pseudo-colonia del Regno Unito, perché il parlamento della Gran Bretagna non ha incluso le parole magiche “e Jersey” nella sua legge anti-Avvoltoio.</p>
<p>Domanda: In che modo l’Avvoltoio Grossman ha messo le sue mani sul debito che il Congo doveva alla Bosnia? Questo volevo chiedergli nel freddo di Brooklyn, mentre reprimevo l’urgenza di urinare.</p>
<p>Questo è quello che posso ricostruire: solo tre giorni prima della mia presenza in Congo in una clinica di cura per il colera, mi trovavo nell’ufficio del capo della Guardia di Finanza a Sarajevo, in Bosnia. Con il maestro investigatore Drew Sullivan del Centro per il Giornalismo Investigativo di Sarajevo, abbiamo rintracciato il rapporto della polizia che riportava come il primo ministro dello stato aveva passato il controllo del debito a un certo Michael Sheehan, noto anche come Goldfinger che, su compenso, lo ha trasferito dall’azienda di stato bosniaca a Goldfinger.</p>
<p>Goldfinger. Ci siamo visti di nuovo. Il Goldfinger del film su James Bond è una primuletta se confrontato con il vero Goldfinger. Lui è l’uomo che ho scoperto quattro anni fa, quando pagò il Presidente dello Zambia perché portasse fuori dal proprio stato i soldi stanziati per le cure contro l’AIDS. Sia io che l’FBI abbiamo avuto molto a che fare con Goldfinger.</p>
<p>A Sarajevo, il capo della polizia bosniaca mi disse che il piccolo affare con il debito del Congo era un crimine, e l’(ora ex) primo ministro, un uomo di nome Nedzad Brankovic, dovrebbe essere in prigione. I poliziotti hanno trascritto la denuncia del crimine, ma i magistrati ancora non hanno toccato i politici influenti.</p>
<p>Sono arrivato all’uomo che querelò Brankovic, il generale di brigata Izet Spahic. Lui aveva chiuso un affare per far costruire alla compagnia energetica della Bosnia (disperatamente fallita) i tralicci dell’elettricità in Congo (disperatamente fallito). Il progetto avrebbe generato elettricità, acqua pulita e profitti per entrambi i paesi.</p>
<p>Era una storia davvero confortante di due stati che stavano uscendo dalla guerra civile – con un totale congiunto di quattro milioni di morti – e che si aiutavano reciprocamente. Ma quando fu chiaro che l’Avvoltoio ubicato a Dekalb Avenue 300 a Brooklyn aveva segretamente preso il controllo del debito fra gli stati, l’affare dell’elettricità saltò.</p>
<p>Passai per la fabbrica di tralicci bosniaca. Era chiusa e le diverse centinaia di operai andati via. Almeno non c’è il colera.</p>
<p>Il brigadiere era furioso. Mi chiese, “Come può pensare questa gente di ricavare un profitto dalla guerra civile, dalla povertà e da inimmaginabili sofferenze?”</p>
<p>Allora, generale, quando gli umani si faranno crescere piume e artigli?</p>
<p>È una domanda che rivolgerò all’Avvoltoio Grossman quando esce, perché me lo hanno chiesto il Guardian e BBC Newsnight.</p>
<p>Anche per me, la risposta dell’Avvoltoio è illogica.</p>
<p>Presumo che dopo l’interruzione della nostra storia, il Parlamento britannico si muoverà per chiudere una scappatoia lasciata palesemente aperta per l’Avvoltoio; e il congresso degli Stati Uniti fingerà almeno di valutare la legislazione anti-avvoltoio che ora langue in qualche commissione.</p>
<p>Ma penso che concentrarsi su Grossman e i fanatici masticatori di carne putrefatta sia un diversivo. La distruzione dell’industria bosniaca di tralicci dell’elettricità era la conseguenza diretta della sua privatizzazione, che portò il mercato libero nella Jugoslavia socialista e Brankovic al potere, e ciò gli consenti di comprare e vendere titoli di debito sul mercato finanziario mondiale senza regole.</p>
<p>Sono stati la privatizzazione della miniera di cobalto del Congo e il saccheggio delle sue ricchezze, tutti su mandato della Banca Mondiale, del FMI e dei suoi filibustieri, che hanno prosciugato le tesorerie del Congo.</p>
<p>Grossman, l’uomo degli espropri, è solo l’ultimo dei carnivori finanziari che hanno azzannato il Congo e la Bosnia, e la Grecia e Detroit.</p>
<p>L’operazione da avvoltoio di Grossman è dall’altra parte del ponte occupato alla base da Occupy Wall Street &#8211; “il 99%” –, mentre la cima è occupata dall’uno per cento, ossia coloro che uccidono le economie per profitto.</p>
<p>È facile mirare a Grossman. Ma gli Avvoltoi possono banchettare solo quando il sistema uccide, quando, per guadagni facili, le economie vengono trasformate in carcasse in decomposizione.</p>
<p>[<a href="http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=9422" target="_blank">FONTE</a>]</p>
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		<title>Elezioni in Congo: il voto potrebbe slittare. E i musicisti si schierano</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Nov 2011 16:26:47 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Nonostante le quotidiane rassicurazioni della Commissione Elettorale Indipendente (Ceni), esiste la possibilità, piuttosto concreta, che il voto in Repubblica Democratica del Congo slitti. Previsto per il 28 novembre, è minacciato dalle mille difficoltà logistiche. Jacques Djoli, vicepresidente della Ceni, ha detto a Bruxelles che si potrebbe eventualmente far slittare la data, per esempio ai primi di dicembre. Ha parlato di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.twende.it/wp-content/uploads/2011/11/joseph-kabila-large.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2819" title="joseph-kabila-large" src="http://www.twende.it/wp-content/uploads/2011/11/joseph-kabila-large-300x179.jpg" alt="" width="300" height="179" /></a>Nonostante le quotidiane rassicurazioni<strong> </strong>della Commissione Elettorale Indipendente (<a href="http://www.cei-rdc.cd/" target="_blank">Ceni</a>), esiste la possibilità, piuttosto concreta, che <strong>il voto in Repubblica Democratica del Congo slitti</strong>. Previsto per il 28 novembre, è <strong>minacciato dalle mille difficoltà logistiche.</strong></p>
<p>Jacques Djoli, vicepresidente della Ceni, ha detto a Bruxelles che si potrebbe eventualmente <strong>far slittare la data</strong>, <strong>per esempio ai primi di dicembre</strong>. Ha parlato di “enorme scommessa” il numero due della commissione, svelando insomma che il re è nudo. D’altronde far arrivare le tonnellate di materiale elettorale e distribuirlo nel vastissimo territorio nazionale non è cosa da poco.</p>
<p><strong>Il tempo stringe, le violenze si susseguono</strong>, i richiami anche violenti di alcuni candidati non mancano. <strong>Étienne Tshisekedi, </strong>(UDPS), il principale rivale di Kabila, per esempio, nei gioni scorsi ci è ricascato: e con toni da consumato rivoluzionario ha invitato i suoi sostenitori a distruggere le prigioni per liberare i supporter ingiustamente imprigionati. I richiami alla violenza preoccupano gli osservatori internazionali e l’Onu presente nel Paese.</p>
<p><strong>A chi giova un clima come questo? </strong>Fondamentalmente allo <em>status quo</em>. Kabila ha recentemente modificato la costituzione per potersi ripresentare con ottime possibilità di essere rieletto. La frammentazione dell’opposizione e il meccanismo che prevede un turno solo a maggioranza semplice rendono assai facile la rielezione del Presidente uscente. E dunque? Perché Tshisekedi<strong> </strong>continua nella sua campagna dai toni apocalittici?</p>
<p>Come spesso accade, <strong>creare tensione</strong>, far vedere che si è capaci di incidere sulla società (e sugli elettori) ha i suoi effetti. Le arringhe di Tshisekedi, i suoi ultimatum sono un modo per lanciare<strong>messaggi a Kabila,</strong> evidentemente. Ora, l’ex primo ministro durante l’era Mobutu, sanguigno 78enne, è in tour nell’est del Paese, a Goma, centro nevralgico del paese. Boicottò le elezioni del 2006 denunciando irregolarità. Ora, da giorni, si dice certo che il 7 dicembre lui sarà Presidente e “vedrete il Paese cambierà” ha tuonato.</p>
<p>Molto più ragionevolmente, come spesso accade in Congo, <strong>si mostrano i muscoli, si alza la posta e si ottiene qualcosa in cambio della pace</strong>. Staremo a vedere, a partire dal 28 novembre. Sempre che si voti quel giorno.</p>
<p>Intanto però <strong>si schiera</strong> <strong>la musica</strong>. Papa Wemba e altri musicisti sponsorizzati dall’Onu hanno inciso un pezzo della durata di 10 minuti (un amico congolese mi spiegò che, se una canzone dura meno, non viene apprezzata) che invita i giovani a <strong>votare pacificamente </strong>senza abbandonarsi alla violenza.</p>
<p>Allo stesso tempo, come <a href="http://congosiasa.blogspot.com/" target="_blank">segnala</a> Jason Stearns, lo stesso <strong>Papa Wemba e un’altra decina di musicisti hanno deciso di appoggiare Kabila</strong>. I musicisti in Congo sono degli <em>opinion leader</em>formidabili e capaci di incidere fortemente sulla società. Chissà se grazie alla musica, stavolta la musica cambierà.</p>
<p>—</p>
<p><em><a href="http://www.giampaolomusumeci.com/" target="_blank"><strong>Giampaolo Musumeci</strong></a> fotografo, giornalista e videoreporter si occupa di guerre e questioni africane. Collabora con giornali, radio e tv italiane e internazionali, tra cui SkyTg24, Radio Svizzera Italiana. Su Radio24 conduce il programma di attualità internazionale “Nessun luogo è lontano”</em></p>
<p>[<a href="http://blog.panorama.it/mondo/2011/11/15/elezioni-in-congo-il-voto-potrebbe-slittare-e-i-musicisti-si-schierano-lanalisi/" target="_blank">FONTE</a>]</p>
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		<title>Congo: rischio violenza per le prossime presidenziali</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Nov 2011 16:21:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A meno di un mese dalle elezioni nella Repubblica Democratica del Congo, la tensione politica sempre più in aumento sta portando a scontri violenti tra la polizia e le forze di opposizione. Una recentedichiarazione firmata da 41 gruppi per la difesa dei diritti umani, tra cui Enough Project, ha messo in guardia sull&#8217;imminente possibilità di destabilizzazione dovuta alle elezioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.twende.it/wp-content/uploads/2010/05/con_17_672-458_resize.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2439" title="DRCONGO-POLITICS-ELECTION" src="http://www.twende.it/wp-content/uploads/2010/05/con_17_672-458_resize-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>A meno di un mese dalle elezioni nella <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Repubblica_Democratica_del_Congo">Repubblica Democratica del Congo</a>, la <a href="http://www.bbc.co.uk/news/world-africa-15493210">tensione politica </a>sempre più in aumento sta portando a scontri violenti tra la polizia e le forze di opposizione. Una recente<a href="http://www.crisisgroup.org/en/publication-type/media-releases/2011/africa/dr-congo-as-electoral-campaign-starts.aspx">dichiarazione</a> firmata da 41 gruppi per la difesa dei diritti umani, tra cui Enough Project, ha messo in guardia sull&#8217;imminente possibilità di destabilizzazione dovuta alle elezioni e ha esortato la missione ONU in Congo a prepararsi per proteggere le regioni oggetto di scontri.</p>
<p>Il comunicato raccomanda alle autorità congolesi di proteggere i cittadini addestrando le forze di polizia nazionali a non usare eccessiva forza. I gruppi hanno inoltre esortato i leader dei partiti politici a rispettare il codice di condotta elettorale e chiesto ai sostenitori di mantenere un comportamento pacifico.</p>
<p>La campagna elettorale è entrata nella sua seconda settimana, e finora è stata caratterizzata da una scarsa visibilità da parte dei principali contendenti alla presidenza e qualche preoccupante atto di violenza.</p>
<p>Ancora prima che la campagna ufficiale iniziasse, gruppi come Human Rights Watch e il gruppo congolese Act for Peaceful and Transparent Elections (AETA), stavano già mettendo in guardia sulla violenza e i discorsi razzisti. Human Rights Watch si riferiva in particolare a UNAFEC, un partito con un forte seguito in Katanga, che insisteva a suscitare odio contro gruppi esterni, in particolare i Kasaian. Il 30 aprile, sembra che Kyungu in un intervento pubblico abbia detto: &#8220;Ci sono troppe zanzare in salotto. Dobbiamo spruzzare un po&#8217; insetticida&#8221;. La settimana scorsa, all&#8217;inizio della campagna, sempre Kyungu ha confermato ancora una volta la sua convinzione che solo &#8220;i bambini del Katanga&#8221; dovrebbero candidarsi per i seggi parlamentari.</p>
<p>Queste posizioni razziste sono degenerate in violenza in diverse occasioni. Ad agosto, i membri UNAFEC hanno attaccato l&#8217;ufficio UDPS a Lubumbashi, danneggiando alcune auto ed edifici (c&#8217;è anche chi ha parlato di provocazioni da parte dell&#8217;UDPS). Pochi giorni fa, l&#8217;UNAFEC ha riferito di scontri con i sostenitori UDPS mentre si stavano recando ad un raduno a Lubumbashi &#8211; non è chiaro chi abbia provocato chi, ma a quanto pare parecchi sostenitori UDPS sono stati picchiati. Kyungu e il suo partito sono noti per la loro ala militante giovanile e la visione negativa contro i Kasaian.</p>
<p>Nel frattempo, mercoledì scorso a Kinshasa degli uomini armati hanno aperto il fuoco su un gruppo di persone che a quanto pare avevano appena finito di distribuire volantini UDPS, ferendone gravemente due. E proprio poche sere fa, due gruppi politici si sono fronteggiati a Kinshasa, lanciandosi pietre a vicenda.</p>
<p>Infine, a Goma c&#8217;è stata una certa agitazione e segnalazione di spari nel quartiere Katindo. Sembra che venerdì sera il popolare cantante Hunde Fabrice è stato prelevato dal suo studio di registrazione da agenti dei servizi segreti, presumibilmente perché si rifiutava di cantare per la campagna del presidente Kabila. E&#8217; stato rilasciato nelle prime ore del mattino di lunedi ed è attualmente in ospedale. I membri della comunità non hanno preso bene la cosa e sono scesi in strada per protestare, strappando manifesti di Joseph Kabila.</p>
<p>Mentre la violenza va conquistando spazio, c&#8217;è poco di positivo da segnalare in una campagna elettorale già piena di problemi. In realtà, la campagna elettorale è alquanto scarsa. Dei tre principali contendenti alla presidenza (Tshisekedi-Kabila-Kamerhe), solo Kabila si è visto in giro, dopo aver iniziato la sua campagna nella provincia di Maniema, dove è nata la madre. Kabila è di gran lunga il più visibile anche in termini di manifesti e pubblicità, ha acquistato tutti i cartelloni pubblicitari illuminati di Kinshasa, diventando così l&#8217;unico candidato visibile di notte nella capitale.</p>
<p>Tshisekedi non si trova neppure nel Paese, giustificandosi che al suo aereo è stato negato il permesso di atterraggio a Kisangani (l&#8217;autorità per l&#8217;aviazione civile lo nega). Secondo le ultime notizie, è ancora in Sudafrica. Kamerhe ha iniziato la campagna a Kinshasa e Bas-Congo. Sembra comunque che i gruppi d&#8217;opposizione abbiano sofferto in modo sostanziale la mancanza di fondi così come le difficoltà di trasporto.</p>
<p>&#8220;Queste elezioni in Congo sono una sorta di test finale&#8221;, ha detto Thierry Vircoulo dell&#8217;International Crisis Group. &#8220;Il Congo sta per consolidare la sua democrazia ancora acerba o vuole tornare ad uno Stato dove regnano instabilità, insicurezza e violenza diffusa?&#8221;</p>
<p>Con sette morti avvenute nella capitale Kinshasa dall&#8217;inizio di settembre, il governo sta mostrando un&#8217;allarmante incapacità nel controllare gli scontri tra la polizia e l&#8217;opposizione. Come se non bastasse, anche la violenza contro gli operatori umanitari è recentemente aumentata, con cinque di loro uccisi il mese scorso. I gruppi umanitari lo hanno definito &#8220;l&#8217;attacco [di questo genere] più tragico nella storia congolese&#8221;.</p>
<p>Tra le varie raccomandazioni, i gruppi umanitari hanno spinto gli osservatori internazionali e le ambasciate a coordinare le proprie attività per monitorare il più possibile il Paese e hanno esortato la Commissione nazionale elettorale indipendente a essere più comunicativa sul processo di preparazione, anche agevolando il dialogo tra i gruppi di opposizione, le autorità al potere e la società civile.</p>
<p>&#8220;La comunità internazionale fornisce miliardi di dollari in assistenza alla RDC. Non può permettersi che elezioni fraudolente o mal condotte possano innescare la violenza e blocchino lo sviluppo, &#8220;ha dichiarato Paul Nsapu, segretario generale della Federazione internazionale per i diritti umani. E ha concluso: &#8220;Dopo tanti decenni di guerra e saccheggi, il popolo congolese merita pace e stabilità. E ora ha davvero bisogno di sostegno per arrivarci.&#8221;</p>
<p>[<a href="http://lastampa.com/_web/cmstp/tmplRubriche/vociglobali/grubrica.asp?ID_blog=286&amp;ID_articolo=429&amp;ID_sezione=654" target="_blank">FONTE</a>]</p>
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