GIULIO ALBANESE, ERA TUTTO GIA’ DENUNCIATO
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Data: 30 agosto 2010
Categorie: In Evidenza, Risorse
Tornano alla memoria le terrificanti immagini dei massacri tra Hutu e Tutsi del 1994 in Ruanda, dopo le anticipazioni del rapporto dell’Alto Commissariato delle nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr) che denuncia “gravi violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale nella Repubblica democratica del Congo tra marzo 1993 a giugno 2003″, ipotizzando persino il reato di genocidio per la strage dei profughi Hutu nel Paese. Padre Giulio Albanese, missionario comboniano, giornalista e fondatore dell’agenzia Misna, sull’imminente uscita del rapporto Onu, e’ laconico: “E’ una vecchia storia, sono anni che la societa’ civile dice apertamente che il genocidio e’ andato ben oltre il 1994, ma la comunita’ internazionale ha sempre continuato a fare finta di niente”, ha spiegato all’Agi.
In questa tragedia, prima a morire furono centinaia di migliaia di Tutsi e poi ci fu la loro vendetta quando passarono all’arma bianca non solo i miliziani hutu ma anche tantissimi profughi civili. Una storia che continua tutt’ora con omicidi, stupri e saccheggi a opera di soldati, miliziani e ribelli dei Paesi vicini. In primo luogo del Ruanda che ha cercato in ogni modo di censurare il rapporto, molto compromettente per l’uomo forte del regime al potere dal 1994, Paul Kagame’.
Per Padre Albanese, anche la comunita’ internazionale e’ in parte responsabile, come quando nel 2003 il Consiglio di Sicurezza dell’Onu non rinnovo’ l’incarico a Carla del Ponte, che guidava la procura del tribunale penale per i crimini in Ruanda, dopo che aveva ipotizzato di aprire inchieste anche sul Fronte patriottico ruandese (Fpr), il partito del presidente, “Le ire di Kagame’ non si fecero attendere, e facendo pesare le sue influenti amicizie internazionali e’ riuscito ad allontanare il pericolo”, ha spiegato.
Il giornalista e missionario comboniano si dice “stupito”, perche’ tutti continuano a ignorare un dato fondamentale e inquietante: “Paul Kagame’ ha sempre avuto come piano quello di prendersi una parte dell’Ex Zaire, perche’ sotto a quel suolo ci sono ricchezze infinite: petrolio, coltan e diamanti senza dimenticare le foreste”. “l’Africa non e’ povera, ma impoverita”, ha annotato Padre Albanese.
Secondo il documento dell’Unhcr anticipato da Le Monde “gli attacchi generalizzati contro gli Hutu rifugiati in Rdc rivelano alcuni elementi sconfortanti che portati in tribunale sarebbero qualificati come crimini contro l’umanita’ e genocidio”. Molti civili ruandesi e congolesi si augurano che questa sia l’inizio per porre fine ad anni di impunita’.
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